3° udienza del processo contro Alfonso Podlech
Roma 14.12.2009
A Roma, mercoledì 9 dicembre, alle 9.15 ha avuto luogo la 3a udienza del processo per la scomparsa di Omar Venturelli, che vede accusato l’ex Procuratore Alfonso Podlech Michaud.All’udienza hanno assistito circa 40 persone che, per la maggior parte, erano familiari e vittime della dittatura di Pinochet.
Durante l’udienza hanno prestato testimonianza sotto giuramento davanti alla giustizia italiana tre testimoni presentati dal Procuratore della Repubblica Italiana Dr. Capaldo: Lautaro Calfuquir, economista; Eleuterio Toro e Pablo Berchenko professori universitari.
I tre testimoni hanno conosciuto Omar Venturelli prima del Colpo di Stato, e ricordando le rispettive esperienze, l’hanno descritto come una persona generosa, sensibile, bravo professore ed accademico molto preso dal suo lavoro. E’ ricordato, inoltre, come una persona intelligente e carismatica, con la quale si poteva parlare dei più diversi argomenti per ore malgrado la sua giovane età. L’impegno sociale volto a perseguire una maggiore giustizia per i poveri e gli indigeni è stato una sua caratteristica peculiare secondo i testimoni che, inoltre, hanno riconosciuto l’adesione di Omar Venturelli all’applicazione della riforma agraria promossa dal Governo dell’Unidad Popular.
- Parimenti i testimoni hanno riconosciuto in Alfonso Podlech un esponente dei proprietari terrieri che storicamente ebbero grande responsabilità nel processo di esproprio delle terre e che hanno difeso i propri interessi con estrema ferocia già da prima del Golpe. Nello specifico Podlech è stato descritto dai testimoni come un noto esponente organico già da prima del colpo di Stato, del gruppo Patria y Libertad che si è opposto con mezzi terroristici al processo di riforma agraria. Dopo il Golpe, i testimoni concordano nel riconoscere in Alfonso Podlech il Procuratore Militare di fatto. Il professor Berchenko ha ricordato che vari suoi colleghi e studenti hanno descritto il comportamento di Podlech che dai primi giorni del Colpo di Stato passeggiava in uniforme con la pistola alla cintura per il centro della città esibendo il potere che aveva.
Lautaro Calfuquir, ha ricordato come dopo la sua detenzione e dopo un periodo di isolamento, si è trovato in carcere con Omar Venturelli. Oltre a descrivere le condizioni di vita in carcere, ricorda di aver prestato assistenza ad Omar Venturelli che versava in pessime condizioni quando è tornato da una seduta di tortura nella Procura Militare sita nel Regimiento Tucapel di Temuco.
Alfonso Podlech, dichiara Calfuquir, era considerato dai prigionieri politici del carcere pubblico di Temuco l’autorità militare che aveva il potere decisionale sulla vita e sulle condizioni di carcerazione. Ricorda, durante la sua detenzione, di aver visto Alfonso Podlech al comando di un plotone di militari che perquisiva il carcere e sostiene che lui era a carico della Procura Militare durante lo svolgimento dei Consigli di Guerra che si sono tenuti nella città durante il mese di ottobre 1973. Infine, dichiara di aver conosciuto Omar Venturelli prima del golpe, quando emtrambi stavano lavorando nel Liceo di Pitrufquen, Omar Venturelli in qualità di professore di storia e lui con funzioni amministrative.
Eleuterio Toro, ricorda la relazione stretta con Omar Venturelli nell’Università Cattolica di Temuco dove si sono trovati prima come studenti e poi come professori.
Ricorda come la repressione nei confronti di Omar si fosse manifestata già prima del golpe, quando questi fu vittima di minacce di morte da parte di Patria y Libertad e quando, una volta, lui stesso accompagnò Omar, sua moglie e sua figlia di pochi mesi a rifugiarsi in casa dei genitori di lui a Capitán Pastene per proteggersi da una di queste minacce.
In relazione alla propria esperienza di repressione, il professor Toro ha ricordato, che, quando è stato interrogato nella Procura Militare, è stato costretto a firmare un foglio di dimissioni dall’università e che, in seguito, gli è stata notificata l’espulsione dall’università con una lettera del rettore, con decorrenza immediata, nella quale la misura dell’espulsione era motivata da ordine della Procura Militare.
Copia di questa lettera è stata consegnata alla Corte per metterla agli atti del processo.
Il professor Toro ha anche ricordato di essere stato vittima di una detenzione brutale da parte di militari dell’aviazione, che lo strapparono da casa sua e lo portarono alla base aerea di Maquehue, dove fu torturato e sottoposto a una finta fucilazione prima di essere riportato a casa sua, che, durante la perquisizione, era stata distrutta.
In relazione all’origine di Omar Venturelli, ha ricordato che questi era originario di Capitán Pastene, figlio di coloni di origine italiana, come lo era la maggioranza degli abitanti del paese, realtà che egli conosce bene avendo vissuto nella stessa zona per parte della sua infanzia e adolescenza.
Pablo Berchenko, dichiara di essersi trovato in viaggio verso Santiago l’11 settembre e di essere ritornato a Temuco giorni dopo.
A causa di questa assenza non ha potuto presentarsi al Regimiento Tucapel malgrado fosse stato chiamato a farlo mediante il bando n°16 delle autorità militari emesso il 13 settembre. Dichiara che il non presentarsi prevedeva sanzioni secondo le norme dello stato di guerra, la qual cosa è interpretata dal testimone come il rischio di essere sottoposto all’applicazione della cosiddetta “ley de fuga”, vale a dire essere giustiziato a vista.
Ricorda Omar Venturelli come collega dell’università e ne esalta le qualità unane e professionali. L’ultima volta che lo vide fu nella Procura Militare quando si presenta il 20 settembre per adempiere alla richiesta del Bando n° 16. Vede che Omar è in pessimo stato, con segni sul viso e marcata difficoltà a camminare. In un momento in cui i militari che lo avevano in custodia si allontanano, Omar riesce a dirgli che, se ce la facesse a uscire dalla caserma, dica a sua moglie, Fresia Cea, che, con la figlia María Paz, deve andarsene da Temuco e chiedere asilo in un ambasciata, essendo lui convinto che li avrebbero uccisi tutti. Il professor Berchenko, in questa occasione, fu interrogato da personale della Procura Militare ed obbligato con pressioni fisiche a firmare una lettera di dimissioni dall’università, cosa che cerca di evitare dal momento che aveva ottenuto quella cattedra per concorso. Mette al corrente del fatto che quanto accaduto a Omar Venturelli, la sua detenzione, presunta liberazione e poi scomparsa, sia stato chiarito ed inserito nella Relazione di Verità e Riconciliazione, meglio noto come Informe Retting.
Ricorda Podlech come il Procuratore Militare di fatto, come la persona che deteneva il potere di vita e di morte a Temuco e di come ostentasse il suo potere.
- E’ il caso di notare che la difesa dell’ex Procuratore Militare Alfonso Podlech ha concentrato le sue domande ai testimoni cercando di porre in dubbio la cittadinanza italiana di Omar e di dimostrare che il Podlech non poteva avere responsabilità dirette dal momento che non era il procuratore militare ufficiale. Entrambe le cose sono risultate poco credibili alla luce delle risposte date dai testimoni.
La corte ha fissato la prossima udienza per il 12 e 13 gennaio 2010 per proseguire il processo contro il violatore dei diritti umani in Araucanìa, l’ex Procuratore Militare Alfonso Podlech.
- Quale Comité Justicia y castigo a Podlech in Italia, esprimiamo soddisfazione per come il processo contro Alfonso Podlech, accusato di crimini di lesa umanità, stia procedendo in un contesto di legittimità e giustizia, condizione della quale non hanno fruito le sue vittime, e continueremo a lavorare fino a giungere alla sua meritata condanna.